Spazi Comuni

Viene attuato in diversi comuni italiani, con l'obiettivo di coinvolgere 50 rifugiati nel 2021 e 90 nella prima metà del 2022.

In corso Diritti umani Educazione

Data di avvio

3 Settembre 2021

Durata

12 mesi

Realizzato da:

UNHCR Italia

Obiettivi

Favorire il percorso dei rifugiati verso l'autonomia e l'indipendenza, migliorando le loro competenze linguistiche e la loro conoscenza culturale e sociale del paese ospitante. Realizzare ciò attraverso l'attuazione delle attività di community-matching con un approccio graduale nei territori selezionati e con una particolare attenzione alle persone che hanno raggiunto da poco la maggiore età e alle donne.

Organizzare conferenze rivolte a diversi attori locali, nonché attività di formazione sulla protezione dei rifugiati rivolta agli esponenti della società civile e agli operatori responsabili dell'identificazione dei volontari. Collaborare con le autorità competenti per integrare il programma di community-matching nei piani di integrazione regionali e nazionali.

Produrre un ampio spettro di output (report, toolkit, SOPs, etc.) che costituiscano un set di strumenti utili volti a favorire la replicabilità del progetto in futuro.

Mobilitare la comunità locale attraverso le attività di volontariato, rafforzando la coesione sociale e — come conseguenza — riducendo il razzismo e la xenofobia.

Il progetto ha lo scopo di migliorare lo spazio di integrazione per i rifugiati in Italia, attraverso un programma di community-matching — ovvero la creazione di una relazione, di un “abbinamento” tra una persona rifugiata e un/a volontario/a che le faccia da guida e la affianchi nel suo percorso di inclusione.

Le prospettive di integrazione per i rifugiati sono seriamente limitate e costituiscono una delle aree più problematiche del sistema di asilo italiano. Quando il periodo di accoglienza finisce, i rifugiati sono essenzialmente lasciati da soli: molti non riescono a trovare un alloggio o a destreggiarsi nella complessa burocrazia per ottenere i documenti, o ancora ad accedere ai servizi. I rifugiati incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro sia rispetto alla popolazione locale che agli altri cittadini stranieri, e molti rifugiati qualificati sperimentano alti livelli di disoccupazione.

Attraverso le attività di community-matching promosse dal progetto, i rifugiati avranno la possibilità di espandere le loro reti di supporto sociale — fondamentali nel percorso verso l’autonomia e l’indipendenza — migliorare la loro conoscenza culturale e sociale del paese ospitante, accedere alle risorse della comunità, migliorare le loro competenze linguistiche, e quindi godere di un processo di integrazione più completo e sostenibile.

Il programma, mettendo in contatto i rifugiati con volontari, associazioni locali, gruppi religiosi e non solo, intende aiutare a creare un ambiente favorevole all’integrazione promuovendo la mobilitazione della comunità locale e rafforzando la coesione sociale, contribuendo — allo stesso tempo — a ridurre il razzismo e la xenofobia. I cittadini che decidono di affiancare i rifugiati possono migliorare la loro conoscenza delle persone in fuga accolte e dei loro paesi, acquisire una migliore comprensione della protezione internazionale, partecipare attivamente all’integrazione dei rifugiati e diventare agenti di sensibilizzazione nelle proprie comunità.

Le realtà territoriali attive nel progetto: I comuni sono partner fondamentali del progetto, e la loro selezione per implementare le attività di community-matching è guidata da criteri meticolosi. Il progetto è gestito da UNHCR insieme ad ONG partner selezionate dall’Agenzia, con personale qualificato e mediatori culturali che si occuperanno dell’abbinamento tra rifugiati e volontari. Si avvarrà inoltre della rete “PartecipAzione” di associazioni composte e guidate da rifugiati sostenute e promosse dall’UNHCR, che fornirà mentoring tra pari e sosterrà la costruzione di reti sociali con le comunità ospitanti. Sarà infine coordinato con gli altri interventi dell’UNHCR in Italia, come i Corridoi Umanitari, il progetto Corridoi Universitari (UNI-CO-RE), la rete di università inclusive e le aziende insignite del logo Welcome.